30/05/2012 - Il mercato delle costruzioni in Italia continua a registrare un segno meno: con un calo del 3,2% nel 2011 e un 2012 ancora negativo, il mattone ha perso dal 2007 il 29% circa del suo valore in termini reali.
Ciononostante, una ricerca promossa da Federcostruzioni, in collaborazione con MADE, dimostra che il settore edile non ha subito solo una forte contrazione, ma anche - ed è questo il dato più interessante - una vera e propria riconfigurazione, un cambio di struttura, dei modelli di comportamento della domanda, che hanno portato all’affermazione di nuovi materiali, nuovi prodotti e nuove tipologie di impianti.
Finita l’era della cementificazione? Forse. Quello che è sicuro, per il momento, è che gli spazi in cui è possibile registrare ancora una crescita, sostanzialmente sono due: le energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, che nel 2011 hanno visto ritmi di crescita sostenuti, e le riqualificazioni degli edifici esistenti, orientate in particolare al risparmio energetico. Questi saranno, secondo Cresme, che ha condotto questa indagine, anche i fattori di traino del settore per il triennio 2012-2015.
Nel 2011 le nuove cubature realizzate hanno raggiunto un minimo storico, minimo che potrebbe essere ulteriormente abbassato per l’anno in corso: secondo le stime del Cresme, infatti, nel 2012 verranno ultimati circa 46.400 nuovi fabbricati, contro i 48.000 del 2011 e i 60.000 del 2010. Mentre il mercato delle nuove costruzioni è totalmente fermo, quello del recupero e della riqualificazione, ha registrato un +3% dal 2010, mantenendo un trand positivo anche nel 2011 (+1,2), con una previsione che vede nel 2014 il valore della produzione in opere di rinnovo e riqualificazione - trainati in particolare dalla riqualificazione energetica e antisismica - rappresentare circa il 70% del mercato.
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