Focus Incentivi

19.04.2013
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Conto Termico o detrazione 55%? Come orientarsi tra le due scelte

Il contributo previsto per il Conto Termico viene erogato dal GSE direttamente sul c.c. del proprietario d’impianto in due anni, mentre le detrazioni 55% vengono spalmate in 10 anni.
In attesa dell’apertura del Conto Termico facciamo il punto sugli interventi incentivabili, facendo un paragone sul meccanismo di incentivazione più conveniente da utilizzare tra l’attuale bonus fiscale 55% (che da luglio torna al 36%) e il Conto Termico, poiché i meccanismi non sono tra loro cumulabili.
 
 

Gli interventi incentivabili con il Conto Energia Termico

 
Il Conto Termico prevede 900 milioni di euro di contributi, ripartiti in 200 milioni per le amministrazioni pubbliche e i restanti 700 per interventi di privati. All’esaurimento della somma resteranno ancora 60 giorni per inoltrare le richieste per via telematica dal portale GSE dedicato (non ancora attivato).
 
Possono accedervi interventi di:
 
- installazione pannelli solari termici o solar cooling;
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con altri a pompa di calore, elettrica o gas, o con generatori a biomassa;
- scaldaacqua a pompa di calore al posto di quelli elettrici.
 
Alcuni di questi interventi sono comuni anche alla detrazione fiscale 55%, ma a variare e la modalità di erogazione del contributo.
Nel caso del bonus fiscale, infatti, la somma viene tolta dalle tasse con rate spalmate in 10 anni ed è applicabile pertanto ai soggetti con reddito che pagano l’Irpef e l’Ires: l’importo massimo varia in base all’intervento.
 
Il Conto Termico, che in genere copre il 40% delle spese sostenute, prevede invece un contributo erogato direttamente dal GSE e trasferito sul conto corrente di chi ha sostenuto le spese, senza offrire dunque una detrazione d’imposta: il contributo per interventi domestici viene erogato in due anni con rate annuali uguali o, addirittura, in un’unica rata nel caso l’ammontare sia inferiore a 600 euro.
 

Detrazione 55% o Conto Termico, quale scegliere?

 
Il quesito non può, ovviamente, avere una risposta univoca per tutte le tipologie di interventi, poiché in gioco vi sono variabili sia economiche che temporali.
 
Il soggetto che paga l’intervento sull’abitazione e che ha un reddito (pagando quindi l’Irpef o l’Ires) deve controllare se, in base alla sua dichiarazione dei redditi, è più conveniente scegliere la detrazione fiscale del 55% o il Conto Termico: per esempio, se ha poco margine a disposizione per la detrazione (poiché sta già beneficiando, o intende farlo, di altre detrazioni fiscali anche di altri settori) è consigliabile scegliere il Conto Termico, mentre se ha un margine più largo la scelta è arbitraria.
Da considerare comunque che il bonus fiscale viene ripartito in 10 anni con una riduzione delle tasse, mentre il contributo del Conto Termico viene erogato dal GSE in due anni, con la somma accreditata direttamente nel conto corrente.
 
La scelta del Conto Termico è obbligata invece nel caso in cui il soggetto che finanzia l’intervento non paga l’Irpef o l’Ires (cioè non percepisce un reddito) oppure nel caso in cui l’edificio su cui si applicano i pannelli solari termici non sia dotato di riscaldamento o quando si chiede l’incentivo per una quota di pannelli installati superiore agli obblighi di legge (per una nuova costruzione).