Focus Efficienza Energetica
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Energia elettrica: +9,4% nel 2016 dell’Indice Confartigianato per MPI
Il costo per il dispacciamento dell'energia elettrica ha subito un forte incremento e grava su MPI. Confartigianato vuole scoprire la causa di questa impennata dei costi e trovare una soluzione.

Confartigianato afferma che si è verificato un forte incremento del costo per il dispacciamento dell’energia elettrica che, viste le tariffe al terzo trimestre 2016, determina un +76% del prelievo annualizzato della voce dispacciamento sulla bolletta dei clienti in bassa tensione.
Visto il forte incremento del costo per il dispacciamento, Confartigianato ha chiesto all’AEEGSI di chiarire le responsabilità per questi rincari e di trovare delle soluzioni per ridurne l’impatto.
Al terzo trimestre 2016, l’Indice Confartigianato del costo dell’energia elettrica ha segnato un aumento del +9,4% rispetto al trimestre precedente.
L’Indice intercetta la dinamica dei prezzi per 7 profili di imprese artigiane e MPI fino ai 20 addetti. Trova la sintesi nel profilo di un’azienda con una potenza impegnata di 45kW e un consumo annuo di 60MWh che al terzo trimestre sostiene un costo annualizzato per l’energia elettrica di 11647 euro, 1003 euro in più rispetto al costo basato sulle tariffe del trimestre precedente.
Analizzando il dettaglio delle Voci di Costo della Bolletta 2.0, emerge che questo aumento è da imputarsi all’aumento di +26% della componente della Spesa per la materia energia trainata dal +70,2% del Dispacciamento. La componente Energia segna invece una crescita del +14,2% mentre rimangono invariate la Spesa per il trasporto e la gestione del contatore e la Spesa per gli oneri di sistema.
Su base tendenziale, invece, l’Indice di Confartigianato torna a crescere grazie al +6,5%, rispetto al terzo trimestre 2015, della Spesa per la materia energia su cui agisce il raddoppio dal Dispacciamento. La componente energia è in calo del 12,1%, rimane stabile la Spesa per gli oneri di sistema, mentre è in calo anche la Spesa per il trasporto e la gestione del contatore.
Secondo Confartigianato questa impennata dei costi è particolarmente grave in questo periodo di deflazione. In accordo con gli ultimi dati disponibili, i prezzi alla produzione del settore manifatturiero “no energy” sono in calo e la pressione esercitata dal costo dell’energia elettrica compromette la competitività delle aziende.
Infine, i rischi di incremento dei costi per le piccole imprese sottostanti al superamento del mercato di tutela e alla riforma degli oneri, associati ai maggiori costi per il dispacciamento dell’energia elettrica, rendono più difficile il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione del 10% del costo dell’energia elettrica stabilito due anni fa dal Presidente del Consiglio ne ‘La svolta buona” e depotenziano gli effetti della manovra "taglia bollette".
Visto il forte incremento del costo per il dispacciamento, Confartigianato ha chiesto all’AEEGSI di chiarire le responsabilità per questi rincari e di trovare delle soluzioni per ridurne l’impatto.
Al terzo trimestre 2016, l’Indice Confartigianato del costo dell’energia elettrica ha segnato un aumento del +9,4% rispetto al trimestre precedente.
L’Indice intercetta la dinamica dei prezzi per 7 profili di imprese artigiane e MPI fino ai 20 addetti. Trova la sintesi nel profilo di un’azienda con una potenza impegnata di 45kW e un consumo annuo di 60MWh che al terzo trimestre sostiene un costo annualizzato per l’energia elettrica di 11647 euro, 1003 euro in più rispetto al costo basato sulle tariffe del trimestre precedente.
Analizzando il dettaglio delle Voci di Costo della Bolletta 2.0, emerge che questo aumento è da imputarsi all’aumento di +26% della componente della Spesa per la materia energia trainata dal +70,2% del Dispacciamento. La componente Energia segna invece una crescita del +14,2% mentre rimangono invariate la Spesa per il trasporto e la gestione del contatore e la Spesa per gli oneri di sistema.
Su base tendenziale, invece, l’Indice di Confartigianato torna a crescere grazie al +6,5%, rispetto al terzo trimestre 2015, della Spesa per la materia energia su cui agisce il raddoppio dal Dispacciamento. La componente energia è in calo del 12,1%, rimane stabile la Spesa per gli oneri di sistema, mentre è in calo anche la Spesa per il trasporto e la gestione del contatore.
Secondo Confartigianato questa impennata dei costi è particolarmente grave in questo periodo di deflazione. In accordo con gli ultimi dati disponibili, i prezzi alla produzione del settore manifatturiero “no energy” sono in calo e la pressione esercitata dal costo dell’energia elettrica compromette la competitività delle aziende.
Infine, i rischi di incremento dei costi per le piccole imprese sottostanti al superamento del mercato di tutela e alla riforma degli oneri, associati ai maggiori costi per il dispacciamento dell’energia elettrica, rendono più difficile il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione del 10% del costo dell’energia elettrica stabilito due anni fa dal Presidente del Consiglio ne ‘La svolta buona” e depotenziano gli effetti della manovra "taglia bollette".